Chi siamo

A piedi nudi tra i fiori

Sono nata e cresciuta in campagna, correndo a piedi scalzi tra i filari di susine nelle afose estati della bassa bolognese. I fiori, per me, erano i lunghi papaveri che si allungavano in precario equilibrio tra le spighe di grano, alla ricerca di un raggio di sole. Li vedevo lottare per mettersi in mostra, inconsapevoli di come la loro presenza mettesse in cattiva luce il contadino. Poi c’erano le margherite, che le mie sorelle sfogliavano petalo per petalo per sapere se quel ragazzo dell’ultimo banco le amasse oppure no. Quindi il fiore giallo del tarassaco, che per me era semplicemente il piscialetto, e quel nome bastava a farmi ritrarre la mano mentre stavo per coglierli.

Ma i fiori erano anche le rose che crescevano sul fianco di casa nostra, il roseto che mio padre curava e dal quale prendeva le rose più belle per regalarle a mia madre. Era domenica, era festa, era il grande pranzo. Poi il profumo rarefatto dei fiori veniva sovrastato dall’odore denso del brodo di cappone, e a me non restava altro che rimanere incantata a guardare quel colori magnifici, mentre le mie sorelle litigavano e mia madre insisteva per farmi finire l’ultimo cucchiaio di tortellini.

Oggi quella bambina non c’è più, ma i fiori sono ancora parte della mia vita. Oggi sono diventati il mio lavoro, la mia passione.
A volte, quando stringo il nastro attorno all’ultimo mazzo della giornata, chiudo gli occhi e per un attimo mi sembra di tornare là, tra i filari di susine, nelle afose estati di qualche anno fa.

Costanza

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