Un mio amico scrittore dice che l’idea per un romanzo nasce così, quando meno te lo aspetti, una piccola scintilla, qualcosa che se dovesse darne le dimensioni non sarebbe più grande di una noce. Poi questa minuscola idea resta lì, a volte anche per anni, a ronzare nella testa, riassunta in qualche riga in un foglio nascosto sotto quintali di carta, nello spazio di una scrivania piena di confusione. Un giorno, quando meno te lo aspetti, questa idea trova la sua strada, e come un fiume trova il mare lei si popola di personaggi, luoghi, emozioni e diventa una storia degna di essere raccontata, e spesso è una bellissima storia, perché è rimasta lì e nessuno le ha fatto fretta.

Io ho tantissimi matrimoni nella mia mente, sono soltanto idee, come quelle del mio amico, sono schizzi e appunti su fogli, sono ipotesi semplici o complesse, moderne o tradizionali, folli e forse irrealizzabili, ma sono lì, in attesa di trovare i personaggi giusti.

Quando incontro per la prima volta una coppia di futuri sposi parliamo a ruota libera, e nelle loro parole  cerco di capire il più possibile di loro: chi sono, cosa si aspettano da quel giorno, quali sono i colori che amano, se sono timidi o vogliono osare, se devo guidarli o farmi guidare.

Li osservo, voglio sapere chi ho davanti, perché magari sono proprio loro i personaggi giusti per uno di quei matrimoni che tengo lì, nella mia mente.

Costanza

 

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